CALCIO, ECCELLENZA: L’AVVOCATO FABRIZIO VINCENZI, PRESIDENTE ALASSIO FC: “COSI’ E’ IMPROPONIBILE ANDARE AVANTI”

Questa mattina, sabato 6 giugno, sul quotidiano “La Stampa” l’avvocato Fabrizio Vincenzi, Presidente dell’Alassio FC, ha rilasciato alcune dichiarazioni importanti su alcune difficoltà che il mondo dello sport dilettantistico dovrà affrontare parlando della sua società e sul prossimo campionato di Eccellenza.

L’articolo, con la firma del collega Ennio Fornasieri, riporta le parole del patron Vincenzi che non si nasconde ma avverte:

“Se metto insieme le attuali responsabilità al protocollo sanitari, oggi dico che non vado avanti e non faccio più il presidente.
Mi sento
– prosegue l’avvocato Fabrizio Vincenzi – di definire intollerabile la possibilità di fare un progetto nel mondo dilettanti in un clima di pandemia. 
La normativa è troppo stringente, lo trovo impossibile, porta a troppi problemi e non parlo solo per il calcio, anche per altri sport. Magari quello individuale ha margini per riprendere, il nostro è sport di aggregazione. Secondo il protocollo posso andare al ristorante con amici rispettando il metro di distanza, invece al campo possiamo stare vicini? In serie A alla ripresa degli allenamenti si registrano una sfilza di infortuni, figuriamoci nei dilettanti. 
A nome della società Alassio FC posso solo prendere tempo e basta – conclude il patron – ma non si capisce come si potrebbe iniziare, troppe varianti lasciano perplessi, se abbia un senso andare avanti, ci sto pensando, per quanto mi riguarda è improponibile. Chi si prende la responsabilità? L’impianto di Alassio è mica di mia proprietà, sento di giocare a porte chiuse, in questo modo gli oneri sono triplicati, senza incassi e senza sponsor. Chi è che mette anche solo un cartello o uno striscione che non può vedere nessuno? Mi sconvolge la mancanza di chiarezza generale, a parte che poi bisogna vedere se le 31 retrocesse di D faranno ricorso. Un girone a 20 di Eccellenza penso sia improponibile, insomma è difficile fare programmi. Per me il calcio dilettanti deve essere divertimento, così non lo è”.