Calcio, prime “vittime” da coronavirus? Chi non si iscriverà e chi rischia…

Nonostante una situazione ancora molto fluida, con campionati che stentano a essere chiusi ufficialmente e altri che… “vorrebbero ma non possono”, cominciano a suonare i primi campanelli d’allarme.

La Real Rogit, massima rappresentante del calcio a cinque cosentino, ha già annunciato ufficialmente infatti che non si iscriverà né alla Serie A (cui avrebbe avuto diritto per meriti sportivi), né alla Serie A2.

Nel calcio a undici professionistico, invece, a rischiare di non iscriversi al prossimo campionato vi sono anche alcune società di Serie B. Un nome su tutti è quello del Trapani, società minata da una vicenda giudiziaria che vede contrapposte da una parte la vecchia proprietà e dall’altra l’attuale dirigenza. La prima pretende ancora dalla seconda il pagamento di 540mila euro, la seconda (coi conti correnti bancari bloccati, a quanto si apprende dalla Gazzetta dello Sport), ha presentato un esposto in procura contro la prima.

In Serie C, poi, è il Piacenza a far tremare tifosi e addetti ai lavori. Il vicepresidente Roberto Pighi a Sportpiacenza.it ha affermato che «senza un passo indietro da parte dei calciatori, il Piacenza non potrà iscriversi al prossimo campionato. Credo che l’80% dei club avranno delle difficoltà a iscriversi e il rischio che il pallone non rotoli più in questa città c’è». Nelle ultime ore, tuttavia, sembra essersi dischiuso qualche spiraglio di cauto ottimismo in casa biancorossa.

Momento analogo, sempre in Terza Serie, anche l’Imolese. Il presidente Lorenzo Spagnoli, a “Sabato Sera”, s’è lasciato andare a un pesante sfogo: «L’Imolese è una di quelle che rischia di non ripartire. E io sono disperato. Per questo voglio fermarmi. E non mi interessa se sarò costretto a fare la serie D o l’Eccellenza, piuttosto che la serie C. Devo fare di tutto per non chiudere la società, ma il pericolo esiste».

Dichiarazioni simili a quelle dei suddetti colleghi sono quelle di Franco Iachini, patron del Teramo, che dalle colonne del “Corriere dello Sport” ha voluto mettere, con grande onestà, le mani avanti: «Non posso assicurare l’iscrizione al campionato del prossimo anno. Devo prima capire in che condizione verserà la mia azienda e poi individuare quali saranno le risorse da destinare al calcio».

In Serie D, infine, la prima richiesta di aiuto proviene dai siciliani del Biancavilla per voce del vicepresidente Tino Scardina. Il suo annuncio di una difficoltà a proseguire l’attività qualora non vi dovessero palesarsi altre forze imprenditoriali a supporto l’attuale dirigenza, potrebbe essere fatto proprio, ben presto, da altre società.