LA SANREMESE E IL “GIALLO” DELLA REGOLA 9: IL PARERE DI DUE ESPERTI

Il “giallo” di Sanremese-Fezzanese sta tenendo banco ormai da domenica sera, e le discussioni ruotano tutte attorno alla nuova “Regola 9” che l’IFAB ha introdotto in materia di “pallone non in gioco”. Per provare a fare ulteriore chiarezza in generale e nello specifico sulla vicenda abbiamo chiamato in causa due dei massimi esperti di calcio dilettantistico ligure.

Luca Rusca (ex collaboratore di Dilettantissimo e “Bibbia statistica” del calcio dilettantistico ligure): «La “Regola 9” è stata riscritta per evitare eventuali, evidenti favori alla squadra che benefici di un tocco della palla da parte dell’arbitro: questo, tuttavia, dovrebbe valere secondo me solo nella fascia degli ultimi sedici metri del campo, e non in mezzo al campo come è successo domenica a Sanremo!

Nello specifico, l’arbitro ha applicato la regola alla perfezione, ma mi fossi trovato io a decidere, mi sarei appellato al buon senso, interpretando la direttiva in modo più soggettivo e contestuale, e dunque avrei convalidato la rete di Lo Bosco.

Ricordiamoci sempre che il calcio è uno sport iperdinamico e non può essere ingabbiato da eccessiva scientificità!».

Gerson Maceri (ex collaboratore di Dilettantissimo, SporTiVì e La Riviera): «La recente riforma regolamentare dell’IFAB (in occasione della sua 133a Assemblea Generale Annuale, tenutasi ad Aberdeen, Scozia, il 2 marzo 2019) contiene vizi di formulazione che inevitabilmente vanno a ripercuotersi su interpretazione e applicazione. Prendiamo in considerazione la “Regola 9”, quella che l’arbitro di Sanremese-Fezzanese ha rimuginato prima di annullare la rete di Lo Bosco all’88’. «Il pallone non è in gioco – si sarà ripetuto, citando macchinosamente a memoria l’arbitro sig. Sicurello –, quando tocca un ufficiale di gara, rimane sul terreno di gioco e una squadra inizia un attacco promettente».

Che il pallone tocchi l’ufficiale di gara è indubbio; che la palla rimanga sul terreno di gioco pure. Ma come è possibile stabilire, se non soggettivamente, empiricamente, l’inizio di un attacco?

E quando un attacco può essere definito “promettente”?

Ecco spiegato il ritardo del fischio e le discussioni successive sulla sua opportunità!

In nome della più alta, ambigua discrezionalità, pertanto, anche la Fezzanese avrebbe potuto invocare l’errore tecnico in caso di convalida del goal. Con le stesse possibilità della Sanremese – nulle – di accoglimento del ricorso.

Credo dunque che l’IFAB debba rivedere la “Regola 9” (accadrà, forse, quando un episodio simile avverrà nella fase ad eliminazione diretta di Champions’) stabilendo “non in gioco” il pallone in qualunque caso in cui esso tocchi un ufficiale di gara e rimanga nel rettangolo (senza ulteriori condizioni)».