[VIDEO] BEACH VOLLEY. IL COMMISSARIO TECNICO DELLA NAZIONALE ITALIANA MATTEO VARNIER: “PALLAVOLO E BEACH VOLLEY SONO COMPLEMENTARI”

Forse non tutti sanno che l’allenatore della Nazionale Italiana di Beach Volley è di Arma di Taggia e si chiama Matteo Varnier. Nato nell’anno 1979 a Sanremo, ha iniziato a giocare a pallavolo nella vecchia società di Arma di Taggia, “PGS Volley Team Arma Taggia“, nel Volley Primavera di Imperia per poi passare un anno in serie B con Asti. Compiuti diciotto anni si è totalmente dedicato al Beach Volley dove è stato uno dei più forti giocatori al mondo della disciplina, secondo il sottoscritto lo è tutt’ora, e ha vinto diversi premi tra cui:
Scudetto italiano nel 2004 e nel 2005 ( in coppia con Riccardo Lione) e nel 2009 (in coppia con Paolo Nicolai).

Dal 2016 è primo allenatore della coppia azzurra Paolo Nicolai e Daniele Lupo. Dal 2017 è CT della Nazionale Seniores Maschile e primo Allenatore della coppia Lupo- Nicolai

Da secondo allenatore ha conquistato 10 medaglie nel World Tour dal 2011 al 2015 e il primo posto ai Campionati Europei del 2014 a Cagliari.

Da primo allenatore ha conquistato:
2° posto World Tour Vitoria (BRA) 2016
2° posto World Tour Fouzhou (CHN) 2016
1° posto World Tour Sochi (RUS) 2016
1° posto Campionati Europei Biel (SUI) 2016
2° posto alle Olimpiadi di Rio 2016
2° posto World Tour Xiamen (CHN) 2017
3° posto World Tour Rio de Janeiro (BRA) 2017
3° posto World Tour The Hague (NED) 2017
2° posto World Tour Porec (CRO) 2017
1° posto Campionati Europei a Jurmala (LAT) 2017
3° posto World Tour Final Hamburg (GER) 2017
2° posto World Tour Fort Lauderdale (USA) 2018
3° posto World Tour Gstaad (SUI) 2018

Prima di leggere l’intervista guarda il video che abbiamo realizzato per far conoscere al meglio le caratteristiche di Matteo Varnier e il suo percorso giocatore e successivamente allenatore della Nazionale.

Un curriculum da campione, quale è Matteo Varnier, a cui abbiamo fatto diverse domande sul suo passato, presente e futuro.

Matteo quale è la partita da giocatore che ricordi più volentieri?
Una partita in particolare non ce l’ho nel cuore, nel senso che sono state tutte bellissime. Ricordo molto bene gli scudetti vinti e ognuno con un sapore differente dall’altro, mi hanno lasciato delle sensazioni indimenticabili.

Da allenatore quale è stata la partita che non dimenticherai mai?
Sicuramente la partita che mi ha più segnato a livello emotivo è stata la semifinale Olimpica a Rio nel 2016, contro la Russia di Semenov e Krasinikov, perchè quando Lupo doveva fare l’ultimo cambio palla, per andare in finale olimpica, stavamo vincendo 14-13 ed ero veramente teso, con la tachicardia abbastanza elevata (ride ndr.), poi appena è caduta l’ultima palla c’è stato un attimo di incredulità di silenzio tra me e il mio staff, non appena abbiamo realizzato siamo esplosi ad esultare abbracciarci e festeggiare.

Prossimi impegni della Nazionale.
Quest’anno abbiamo come sempre il World Tour che inizierà a Febbraio, strutturato molto come il tennis ATP, quindi ogni torneo da un punteggio per la classifica mondiale anche se ogni torneo ha una classifica a sè però tutti i punti vanno ad accumularsi per la classifica mondiale. Da quest’anno inizia la qualificazione olimpica quindi la classifica mondiale va di pari passo con la classifica che qualificherà le squadre alle Olimpiadi, le prime 24 coppie della classifica mondiale, nel Giugno 2020, saranno qualificate alle Olimpiadi. Poi abbiamo il mondiale ad Amburgo a fine Giugno inizio Luglio.

C’è qualche atleta nel settore giovanile promettente?
Assolutamente si. La federazione già dallo scorso anno, devo dire, ha iniziato a muoversi bene sul settore giovanile, nel senso che sta facendo dei grossi investimenti e grossi sforzi economici. Abbiamo il Club Italia, che è un nuovo progetto molto simile a quello della pallavolo indoor, in cui siamo in collegiale perenne a Formia, dove si allenano anche Lupo e Nicolai, e dei giovani che vanno ancora a scuola compresi tra i 15 e 18 anni, speriamo possano essere i nostri futuri campioni. Per ora abbiamo quattro maschi e quattro femmine, poi abbiamo una fascia intermedia invece che sono quelli che finiscono il Club Italia quindi entrano nella maggiore età, finiscono la scuola e si affacciano al mondo del World Tour, dove abbiamo una squadra maschile e una femminile, sarebbe in pratica la squadra Juniores.

Tra questi ragazzi c’è qualcuno interessante?
Ci sono un paio di ragazzi quindicenni che potrebbero essere molto bravi, speriamo non si perdano per strada, il potenziale c’è. Uno si chiama Fabio Fusco di Avellino e l’altro Teo Anni di Bolzano, hanno ottime caratteristiche fisiche tecniche, speriamo che il loro percorso li aiuti e diventino i giocatori che speriamo.

Secondo te può coesistere il binomio Pallavolo/Beach Volley?
Questo è un argomento a me molto caro per cui ti rispondo, spero, nella giusta maniera. Diciamo che ci tengo molto a precisare ciò che penso perchè ci sono moltissimi studi scientifici, fatti da altre nazioni e altre federazioni di pallavolo e beach volley, che hanno ampiamente dimostrato l’interdisciplinarità dei due sport. La pallavolo è complementare e diventa didattica per il beach volley e viceversa. Tutti questi studi dimostrano che fino all’età di 17/18 anni sarebbe meglio, per velocizzare e migliorare la crescita in entrambe le discipline, praticarle tutte e due simultaneamente quindi d’inverno pallavolo e d’estate beach volley. In Italia è ancora un argomento un po delicato perchè noi abbiamo una grandissima cultura pallavolistica derivata da decenni di grandissimi risultati, per cui si fa fatica ad entrare in questo concetto. Nonostante tutto ci sono alcuni allenatori di pallavolo, che io definisco “illuminati”, che d’estate portano i propri giocatori/giocatrici a giocare a beach volley. Sicuramente oltre al miglioramento tecnico ricordiamoci che giocare sulla sabbia, in due su un campo, che è quasi uguale a quello della pallavolo, ha un incremento dal punto di vista delle prestazioni fisiche che non ha eguali nella pallavolo. Nessuna preparazione fisica della pallavolo ti prepara o migliora le prestazioni quanto può farlo il beach volley, senza dimenticare poi l’aspetto tecnico: la presa di decisione, il numero di tocchi durante un azione che obbliga sempre due persone a toccare più volte il pallone. Il numero di tocchi totali durante una stagione sono molto superiori rispetto quelli che potrebbe fare in una stagione indoor. Sono tutti aspetti che aiutano l’atleta a migliorare tecnicamente. Questi sono aspetti marginali rispetto a tutti i benefici che ne trae questa disciplina associata alla pallavolo. Sono convinto che possano coesistere almeno fino ad una certa età poi un giocatore decide cosa fare però fino alla maggiore età secondo me deve coesistere questo tipo di programmazione.

Quali sono gli aspetti che un’atleta può migliorare integrando, durante l’estate, il beach volley?
Sicuramente la capacità decisionale in campo, essendo in due con un campo più ampio un giocatore deve imparare in tempi ridottissimi, parliamo di frazioni di secondo, a prendere decisioni importanti, quali fascia di campo coprire, dove piazzare il pallone, dove andare a mettersi in difesa, dove murare, dove battere, su chi battere.

Cosa si può fare per aumentare l’interesse nel praticare il beach volley durante l’estate non soltanto a livello regionale ma nazionale?
Io penso che innanzitutto si debba partire dalla Federazione Italiana di Pallavolo che ha iniziato a fare grossi sforzi nel settore giovanile Nazionale. Ha iniziato a farlo anche a livello territoriale con inserimenti di molti tornei giovanili. Il numero dei settori giovanili è cresciuto molto in questi anni e sta continuando a crescere. C’è la volontà di inserire anche delle fasce di campionati giovanili ancora inferiori, che ad oggi non esistevano, per esempio l’under 15 e under 17 oppure l’under 14 e under 16. Diciamo che si sta un po vagliando quale strada sia la migliore da intraprendere, comunque orientato su fasce di età molto giovani. Questo penso sia il primo passo da fare e la Federazione si sta sforzando per farlo. L’altro punto penso sia la volontà degli enti locali, dai comuni, dalle società sportive e dalle associazioni sportive nel promuovere e cercare di organizzare più tornei possibili, proprio per aiutare la crescita del movimento e mantenere i giovani in un ambiente sano, sportivo e che fa bene a tutti a prescindere dal binomio pallavolo e beach volley. Io penso che tenere i ragazzi impegnati durante l’estate in una disciplina che fa bene perchè è sport ed è sano penso che possa essere la chiave. Sicuramente le società sportive, gli enti, i comuni oppure le regioni dovrebbero aiutare attivamente i volenterosi per cercare di organizzare eventi o tornei dedicati al beach volley per aumentare anche l’interesse dei più giovani. Tengo a precisare che ci sono già regioni come l’Emilia Romagna e il Veneto che vogliono incrementare le attività e il numero di tornei nel proprio territorio. Sono iniziative importanti e che possono far crescere il numero dei praticanti e dare un futuro, una passione o uno sbocco in più.

Tu, come tanti, a 15 anni giocavi a beach volley nel campo della Fortezza di Arma di Taggia, dove su quel campo era sempre una battaglia, è stato determinante quel periodo?
Ricordo con grande piacere quel periodo perchè ho scoperto il beach volley guardando i ragazzi più grandi giocare. Spero che altri ragazzi, anche qui ad Arma di Taggia, possano ricominciare a giocare su quel campo magari, tornando al discorso di prima, organizzando tornei e facendogli scoprire il mondo del beach volley.