RUGBY. L’UNION RIVIERA RUGBY CHIUDE LA STAGIONE AL SECONDO POSTO

La stagione 2017-2018 del rugby seniores in Provincia di Imperia, di fatto targato Union Riviera Rugby, si è chiusa con una inopinata sconfitta che ha fatto scivolare i corsari al secondo posto del torneo di passaggio o seconda fase nella C1 nazionale. Un secondo posto che sta stretto, dopo alcune prestazioni di buon livello sfoderate soprattutto nella seconda parte del campionato. E dopo un 2018, di fatto, al vertice del girone di consolazione per lungo tempo. In ogni caso le sfaccettature della stagione sono molteplici. E il futuro viene dal basso, dalle giovani leve e da una dimensione sociale del rugby che deve e può coinvolgere l’intera provincia.

Superando campanilismi desueti e una orografia comprensoriale oggettivamente difficile. Rispetto alla precedente annata di vertice, con una promozione in serie B di fatto accarezzata e anche programmabile, la Union ha fatto i conti con una situazione problematica già ad ottobre 2017. Alcuni giocatori hanno tentato un’esperienza indubbiamente di un certo livello, nel vicino Principato di Monaco, anche per il confronto con un mondo sportivo in cui il rugby è di fatto sport nazionale, e il progetto Union ne soffre, nell’immediato. Nonostante questo, il coinvolgimento degli atleti presenti ed alcuni interessanti rientri, fra i quali si segnalano Pozzati e Demasi, tamponano in parte la situazione. I maggiori problemi sono in prima linea, ruoli molto tecnici che richiedono anni di esperienza e preparazione.  Problematiche peraltro comuni ad altre società regionali come Savona, Spezia e Cogoleto mentre a Genova tutto sommato si mietono i risultati di dieci anni di lavori nei settori giovanili. Cosa, peraltro, che sta avvenendo, in scala, anche a Ponente. Di fatto il preciso e olimpico tecnico dei corsari Giorgio Pallini non può che osservare: “Abbiamo fatto tutta la prima parte della stagione con tre soli uomini di prima linea e la seconda parte con un altro schieramento, ma sempre con tre soli uomini. Vanno ricordati. Franzi si è caricato tutto il peso di tutte le mischie, poi c’è Barbotto che anche se tormentato da diversi infortuni ha dato  il suo grande contributo nel 2018, indi Moschetta e Masetto. Si è ricorso anche a Delbon, a Vazio, a Zat e infine a Sciascia, ma di fatto c’è tanto lavoro da fare, ancora”.

Una equilibrata analisi viene dal sagace e combattivo capitano Paolo Novaro, leader indiscusso: “Abbiamo disputato un campionato a due facce, amaro nel primo girone, agrodolce al ritorno. Purtroppo abbiamo incominciato in maniera insicura e ingenua, perdendo partite ampiamente alla nostra portata ma sfoderando alcune prestazioni importanti che non sempre hanno portato alla vittoria, ma hanno fatto intravedere il potenziale di questa Union. Il gruppo ha ritrovato equilibrio e grande amalgama di partita in partita. La stagione ha dato alla squadra la possibilità di crescere come collettivo e di affidarsi meno alle individualità di pochi giocatori. Per questo alcuni, ben integrati nel gruppo, sono cresciuti anche a livello individuale: segnalo Cecon, Franzi, Damiano, Sciascia, Bellifiori, Zat, Gabaglio, Demasi, Gandolfo sono alcuni esempi, forse i più evidenti per me e in più abbiamo dato la possibilità ad alcuni giovani dell’under 18 di inserirsi nel gruppo ovvero Ardoino, Archimede, Marasco, Braccini e Mitolo. Il bilancio, nonostante due parziali classifiche non entusiasmanti, penso sia positivo e come tanti altri ritengo sia un tipico anno di transizione. Cosa ci manca veramente è la maturità dal punto di vista mentale, come purtroppo si è visto nell’ultima partita, persa in modo troppo repentino”.

Fa da contraltare anche l’altro senatore Alessandro Castaldo, il quale ha rilanciato il suo impegno passando da mediano di mischia a mediano di apertura, ove ha illuminato il campo con regie di qualità. Stringato, ma concreto, come sempre: “È stato un anno duro sia dal punto di vista fisico che mentale, una stagione che ha forgiato il gruppo e che ha messo in evidenza lo spirito di sacrificio di tanti ragazzi. Segnalo in particolare Cecon e Damiano. Il dato ampiamente positivo è che abbiamo fatto esordire in prima squadra ben cinque giocatori nati nell’anno 2000”. Le prospettive societarie sono comunque rosee. Il sistema Imperia Rugby-Union Riviera Rugby con il rapporto congiunto a Sanremo Rugby e Salesiani Vallecrosia darà frutti nel tempo. Ad Imperia ci sono più di cento bambini, ragazzini e ragazzi che giocano. È necessario lavorare affinché sia migliorato l’impianto e il terreno di gioco, considerando la vasta portata dei tornei e delle partite di livello internazionale nonché la volontà delle squadre padane di essere ospitate in Riviera. In meno di dieci anni si è passati da terzi tempi con pasta mangiata tra due container, come ricorda ancora Paolo Novaro, ad una vera club house, con un sistema di tecnici in aggiornamento costante e una sempre maggiore attenzione dei media. Il dado è tratto. Si va avanti. Del resto, è rugby.