IMPERIA. IL PANATHLON CLUB IMPERIA SANREMO INCONTRA STEFANO SCIANDRA. IL MAGICO MONDO DEI 4.000 DELLE ALPI

Dopo i reduci dalla Parigi-Dakar un altro ospite di prestigio alla serata conviviale del mese di marzo
organizzata dal Panathlon Club Imperia-Sanremo.
Stefano Sciandra, ex dipendente dell’ufficio cultura del Comune di Imperia, alpinista per hobby,
socio del ristretto Club dei 4.000 (465 iscritti in tutto il mondo) riservato agli alpinisti che abbiano
salito almeno 30 delle 82 vette oltre i 4000 mt. ufficialmente riconosciute dalla Unione
Internazionale delle Associazioni Alpinistiche.

Dopo il saluto del presidente, Angelo MASIN, a tutti i soci panathleti e ai graditi ospiti prende la
parola Stefano Sciandra che apre la serata con la domanda che puntualmente gli viene rivolta:
“Perché scalare le montagne?”.
L’intelligenza umana è contraddistinta dalla curiosità e dal desiderio di soddisfarla, favorendo
l’immaginazione e i sogni, suscitando il desiderio di coronarli.
Tutto è nato con la comparsa dell’uomo che, inseguendo le sue prede, percorreva nuovi e
inesplorati territori dove doveva studiare nuove strategie predatorie per sopravvivere. Questa
capacità è stata il motore della corsa veloce che ci ha condotti sin qui e che ancora ora fa desiderare
di guardare oltre le vette, lontano, verso nuovi territori fecondi, così lo spirito si appaga,
raggiungendo la felicità nella mente che è in grado di originare una grande ANIMA.
Le montagne si dovrebbero scalare col minor sforzo possibile e senza fretta. La velocità
dovrebbe essere determinata dallo stato d’animo dello scalatore. Se sei inquieto, accelera, se rimani
senza fiato, rallenta. Le montagne si scalano in un equilibrio che oscilla tra inquietudine e
sfinimento. Poi, quando smetti di pensare alla meta, ogni passo non è soltanto un mezzo, ma un
evento fine a se stesso.
Raggiungere un traguardo, si dice crei un inevitabile senso di appagamento. Il 22 agosto 2013
l’accesso al “Club 4000” coronando un sogno. In tanti mi dicevano: ora che hai realizzato il Tuo
obiettivo Ti fermerai”, ma i 4000 delle Alpi sono 82 e averne scalato 30, quelli necessari per
accedere al “Club 4000”, lasciava aperte tante prospettive. In quel periodo pensavo con quanto
ritardo fossi partito: un piccolo rammarico! Iniziare qualche anno prima, forse, mi avrebbe
consentito di raggiungere un numero importante di 4000. Dopo l’ingresso nel Club iniziai a
programmare uno step successivo. Il 2014 fu un anno di transizione. Marco Barmasse, il mio
mentore, l’uomo che mia aveva guidato nel suo percorso sino a conquistare il traguardo delle 30
vette, era fermo ai box a causa di un problema fisico così pensai a un programma ridotto, volto a
migliorare lo score, ma senza fretta. In agosto, un altro 4000, la meta era l’Alphubel. Con Roberto
Bonin, guida di Sarre, feci un’ascensione in giornata sfruttando il Metro Alpin del Mittelallalin.
Dopo il nebbione del mattino che persistette fino a quota 2500 il sole ci accompagnò per tutta la
giornata.
L’anno 2014 si chiuse a quota 32 vette conquistate.

Archiviata l’estate 2014, cominciai a pensare a quella del 2015, contando anche sul recupero di
Marco Barmasse che aveva superato il problema fisico. L’inizio non fu dei migliori. A giugno con
Marco scelsi il Lyskamm Occidentale come 4000 di apertura. Per la prima volta, da quando avevo
iniziato il percorso sui 4000, dopo una mezz’ora abbondante di attesa, sperando che il vento
calasse, dovetti abbandonare e, a malincuore, ridiscendere verso il Rifugio. Restò l’amarezza della
mancata salita, ma saper rinunciare non è meno importante che raggiungere la vetta a ogni costo,
vuol dire prendere coscienza della realtà.
Il 10 e 11 luglio, con Marco Barmasse decisi di tentare la salita al Gran Combin, a due delle tre
vette di questa splendida montagna che domina Aosta: il Combin de Valsorey e il Combin de
Graffeneire, vette raggiunte con condizioni termiche non ideali: lo zero termico a ben 5000 m di
quota.
Intorno a Ferragosto la situazione finalmente mutò, con una nevicata sulle Alpi ed il 21/22 agosto,
con Marco, programmai la scalata al Dent d’Hérens a fianco del Cervino. Primo giorno salita al
rifugio Aosta e secondo giorno ascensione alla vetta, per la bellissima Cresta di Tiefenmatten.
Avevo così raggiunto quota 35 dei 4000 e, considerate le anomalie termiche dell’estate 2015, tre
4000 potevano rappresentare un “bottino” soddisfacente.
L’obbiettivo del 2016 era raggiungere quota 41 dei 4000, ovvero il giro di boa: la metà esatta di
tutti i 4000 delle Alpi ufficialmente riconosciuti dall’UIAA (Unione Internazionale delle
Associazioni Alpinistiche). La speranza era di non incorrere nelle difficoltà climatiche delle ultime
annate. Le cose, all’inizio, non sembravano volgere al meglio. Anche il mese di giugno 2016 si era
aperto con condizioni per nulla estive o pre estive. Maltempo diffuso e nevicate continue in quota
che non rendevano agevole stilare programmi. L’idea di partire a metà mese fu presto vanificata.
Abbondanti nevicate ci costrinsero a rimandare puntualmente la data di inizio.
Dopo l’ennesima nevicata programmammo la salita alla Barre des Ecrins nel Delfinato Francese. Il
23 giugno, prima tappa il Rifugio Des Ecrins, e la notte successiva l’ascesa della Barre.
In quei giorni il cambio meteo fu repentino: dall’inverno in un sol colpo si passò al caldo estivo
eccessivo. Le condizioni della montagna, comunque restarono invernali. La scalata alla Barre, sulla
quale era caduto circa mezzo metro di neve pochissimi giorni prima, non fu agevole. Ci fu il
bisogno di ritracciare la via per la salita e affrontarla con difficoltà tecniche ben superiori a quelle
che si incontrano in condizioni normali, tuttavia la vetta fu raggiunta. Il secondo impegno sui 4000
fu il Rimpfiscchorn, con un ritorno nel Vallese Svizzero. Con Marco organizzammo la salita del
Britanniahütte il primo giorno, quindi salita alla vetta su un bel percorso misto. Il 19/20 luglio fu la
data ideale per una delle traversate più belle ed estetiche delle Alpi. I Lyskamm, da tempo,
rappresentavano una meta ambita, e i tempi erano finalmente maturi. Con Marco, dopo aver
raggiunto Gressoney La Trinité, salita al Rifugio Gnifetti e la notte successiva partenza per
affrontare la “lama di coltello” che consente di raggiungere le vette del Lyskamm Orientale e del
Lyskamm Occidentale.

Un’esperienza straordinaria unica! Come camminare su un filo in mezzo al cielo contornati da vette
sublimi e da ghiacci perenni, almeno sino a quando questo pianeta lo consentirà. La traversata
completa da Rifugio a Rifugio (Gnifetti-Quintino Sella al Felik), passando per i due colossi del
Lyskamm venne fatta in appena 6 ore e trenta. L’obiettivo di salire le cime delle Dufour e della
Nordend, le due più alte vette del Monte Rosa e centrare le 41 vette restò in piedi per un po’, poi le
condizioni del ghiacciaio suggerirono di rivolgere l’attenzione verso un 4000 più sicuro.
Con Marco individuammo l’Aiguille de Rochefort, nel massiccio del Monte Bianco. Una cresta
splendida, simile a quella dei Lyskamm, ma le condizioni, rispetto alla zona del Monte Rosa erano
migliori. Riuscimmo a programmare una salita in giornata usufruendo della Skyway, prima corsa da
Courmayeur sull’avveniristica funivia di recente inaugurazione, catalogata come l’ottava meraviglia
del mondo. Il 26 agosto alle 8.00 del mattino posammo i piedi sul ghiacciaio del Gigante, risalimmo
la Gengiva del famigerato Dente della catena del Bianco, raggiungendo la Cresta di Rochefort,
bellissima, affilata e con uno stupendo tratto di arrampicata finale il traguardo delle 40 vette era
raggiunto.
L’obbiettivo del 2017 era il Cervino. Oltre 40 anni trascorsi ai suoi piedi, a guardarlo da ogni
angolo, rispettarlo e temerlo: 40 anni ad aspettare un segnale, un cenno da parte del Re della
Valtournenche, che gli facesse capire: sì adesso puoi provare: attenzione provare, perché arrivare in
cima è tutta un’altra storia. Si ripiegò sul Monte Barmasse all’Aiguille de Bionassay (4052 m) nel
massiccio del Monte Bianco raggiunta sempre con il fido amico Marcoche conquistò insieme al suo
amico Marco.
Ultimo 4000 conquistato, il Dom de Mischabel (4545 m.) la più alta vetta della Svizzera. Si tratta
del 4000 delle Alpi con il maggior dislivello assoluto, addirittura 3315 m.con una salita integrale.
Con questa ascesa 42 delle 82 vette oltre i 4000 della Alpi sono state raggiunte.
Il Sogno continua e conquistare 50 delle 82 vette delle Alpi al di sopra dei 4000 rappresenta, per il
momento, il mio obiettivo futuro.

La bellissima serata si è conclusa con il ringraziamento del presidente Angelo MASIN e la
consegna al protagonista del Crest del club.